sabato 31 gennaio 2015

"L'ELISIR D'AMORE" - IL CORO LIRICO LA SPEZIA RINGRAZIA LA CITTA' CON LE FOTO PIU' BELLE DELL'OPERA

Sala Culturale CarGià - promozione Arte e Cultura 2015
Sezione - Eventi Artistici e Culturali - Concerti - OPERA LIRICA - CORO LIRICO LA SPEZIA

COMUNICATO STAMPA a cura di Ezia Di Capua
E’ trascorsa una settimana dalla messa in scena dell’opera teatrale "L’Elisir d’Amore" di Gaetano Donizetti al Teatro Palmaria della Spezia e, ancora si parla della bravura del Coro Lirico La Spezia  e di come il melodramma in due atti sia stato rappresentato in tutta la sua brillantezza e intensità di espressione. Allora, ancora applausi, in questo caso virtuali a tutti i  solisti, ai coristi, e a quanti hanno lavorato dietro le quinte per la realizzazione dell’evento.
Applausi fragorosi all’eccellente pianista russa Maria Lyasheva che con il pianoforte ha sostenuto l’opera donando l’intensità di un’orchestra.  
Davvero tanti i messaggi di congratulazioni e apprezzamento giunti al Coro Lirico la Spezia in questa settimana, pertanto ancora più grande e gioioso il grazie che il Coro Lirico La Spezia, inoltra alla Città e, unitamente a queste foto ricordo dell'Elisir d'Amore dà agli ammiratori, agli amici e a quanti sono desiderosi di avvicinarsi al mondo affascinante dell'Opera, l’arrivederci festoso alla prossima rappresentazione.
Approfondimenti, curiosità e altre foto nel Blog di Sala Culturale CarGià: http://salacargia.blogspot.it/

Ezia Di Capua
Il presente Comunicato Stampa verrà inoltrato ai quotidiano on line:


CRONACA 4 la pubblicazione più applaudita dal Coro Lirico La Spezia
http://laspezia.cronaca4.it/notizia/leggi/lelisir-damore-il-coro-lirico-la-spezia-ringrazia-la-citta-con-le-foto-piu-belle
LA SPEZIA OGGI ha pubblicato il comunicato stampa domenica 1 Febbraio ORE 11.30
http://www.laspeziaoggi.it/news/2015/02/un-commento-su-lelisir-damore-a-una-settimana-dalla-messa-in-scena-al-palmaria-della-spezia/
CITTA' DELLA SPEZIA ha pubblicato il comunicato stampa domenica 1 Febbraio ORE 13.45
http://www.cittadellaspezia.com/La-Spezia/Cultura-e-Spettacolo/Il-Coro-lirico-La-Spezia-ringrazia-il-175325.aspx
LA GAZZETTA DELLA SPEZIA ha pubblicato il comunicato stampa domenica 1 Febbraio ORE 15,40
http://www.gazzettadellaspezia.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=32356:l%E2%80%99elisir-d%E2%80%99amore-%E2%80%93-il-coro-lirico-la-spezia-ringrazia-la-citt%C3%A0-con-le-foto-pi%C3%B9-belle&Itemid=319
ARTICOLI CORRELATI a cura di Ezia Di Capua:
http://salacargia.blogspot.it/2015/01/il-coro-lirico-la-spezia-inzia-la.html

Il Coro Lirico La Spezia ringrazia Mario Mori che ha realizzato le fotografie












Ezia Di Capua, nell'organico del Coro Lirico La Spezia, ringrazia gli amici, gli appassionati, i simpatizzanti e, invita tutti a partecipare numerosi alla prossima rappresentazione teatrale
...a presto...prestissimo
EDC

giovedì 29 gennaio 2015

LA SPEZIA - CAMeC - CENTRO ARTE MODERNA e CONTEMPORANEA - PROGRAMMA

Sala Culturale CarGià - Promozione Arte e Cultura 2015
Sezione Eventi Artistici e Culturali



MOSTRA DI ELISEO MATTIACCI
Materiali e forme della scultura
Foto di Michele Sereni

MOSTRA DI ELISEO MATTIACCI
Materiali e forme della scultura
Foto di Michele Sereni


U.C.A.I. LA SPEZIA: LA FAMIGLIA E LA SOCIETA' - Rassegna d'arte

Sala Culturale CarGià - Promozione Arte e Cultura 2015
Sezione  - Mostre



U.C.A.I.  LA SPEZIA
LA FAMIGLIA E LA SOCIETA' - PRESENTAZIONE DI GABRIELLA MIGNANI

Per il secondo anno consecutivo, l' Ucai della Spezia celebra la Giornata della Vita, e quest' anno lo fa con una mostra che propone una riflessione il più possibile positiva su quello che dovrebbe essere il luogo naturalmente deputato ad accogliere la Vita: cioè la famiglia.
  Molti sono, oggi, gli ostacoli che si oppongono alla formazione e alla durata della famiglia, che rimane però la cellula fondamentale della nostra società: con le sue gioie e i suoi inevitabili problemi, la famiglia è infatti, il luogo priovilegiato dell'accoglienza e dell' educazione, ma anche  fulcro di conflitti che, oggi spesso drammaticamente, esplodono in fatti di cronaca, purtroppo tristemente ricorrenti, di violenza e di sangue.

Da sempre, la famiglia, è stata decritta e celebrata nell' arte e nella letteratura: arte sacra, che raggiunse il suo apice durante il Rinascimento, con le rappresentazioni della sacra famiglia, e arte c.d. Laica, che ha coinvolto quasi turte le correnti pittoriche e che, prima dell' avvento della fotografia, ha consentito alla nobiltà, poi imitata dalla borghesia, di lasciare un' immagine dei nuclei familiari immortalati dai ritrattisti.

Le opere esposte in questa collettiva, dipinti e sculture , testimoniano la grande versatilità degli artisti cattolici spezzini, padroni delle tecniche più diverse ( acquerelli, acrilici, pastelli, tempere ) e, in qualche caso, originali innovatori.
  Il tema è stato interpretato soprattutto col figurativo, anche sacro, che più si presta all' argomento proposto, ma ciò che colpisce, come filo conduttore della mostra, è il prediligere l' esterno, da parte di molti, per l'ambientazione: la famiglia, sembra essere il sentire comune, deve proiettarsi fuori dalle mura domestiche, se vuole essere, com' è il suo compito più importante, cellula essenziale e fondante della società.

Gabriella Mignani

SALONE VESCOVILE DI SARZANA: HOC OPUS RESTAURATUM FUIT

Sala Culturale CarGià - Promozione Arte e Cultura 2015
Sezione - Eventi Artistici e Culturali

....Ringrazio sentitamente per l'invito
Ezia Di Capua


Sabato 31 gennaio alle ore 10, nel Salone del Seminario Vescovile di Sarzana ( via Mascardi), verranno presentate le 23 pergamene dell’Archivio Capitolare Lunense recentemente fatte restaurare dagli Archivi Lunensi presso il Laboratorio Novare servando di Stella Sanguinetti.
Una parte di queste, atti notarili e lettere pontificie (secoli XIII- XV), saranno esposte con schede esplicative e relativa trascrizione, le comunicazioni che si terranno nella mattinata illustreranno il significato di tale documentazione nel quadro della storia del Capitolo Lunense, poi Lunense Sarzanese, la conservazione archivistica e il processo di  restauro.
Questa manifestazione è la capofila di un ciclo di incontri con esperti dedicato alle diverse tipologie di restauro, che prosegjuirà nel mese di febbraio.
 
Un brindisi offerto dalle Cantine Ca’ Lunae di Paolo Bosoni chiuderà la mattinata. 

mercoledì 28 gennaio 2015

LA NAZIONE: I CANTANTI DEL CORO LIRICO VERSANO UN "ELISIR D'AMORE" SULLA PLATEA DEL PALMARIA

Sala Culturale CarGià - Promozione Arte e Cultura 2015
Sezione - Eventi Artistici e Culturali - Concerti - OPERA LIRICA - CORO LIRICO LA SPEZIA


Ringrazio personalmente la Redazione de La Nazione,
 in particolare il giornalista Marco Magi
Ezia Di Capua

LA NAZIONE - MERCOLEDI 28 GENNAIO 2015 

U.C.A.I. LA SPEZIA: INCONTRO CON MIRELLA RAGGI SULLA TECNICA DELL'ACQUAFORTE

Sala Culturale CarGià - Promozione Arte e Cultura 2015
Sezione - Eventi Artistici e Culturali

MIRELLA RAGGI
Nel pomeriggio di sabato 24 gennaio il Circolo Culturale “A.Del Santo” si è trasformato in un’aula- laboratorio, dove la pittrice Mirella Raggi, nella veste di esperta docente, ha intrattenuto i partecipanti svolgendo un’accurata lezione sulla tecnica dell’acquaforte, durante la quale ha proceduto alla stampa di alcune lastre. La relatrice, per l’occasione, aveva provveduto a trasferire nella sede dell’Ucai il proprio torchio calcografico e tutto il necessario (lastre, acido nitrico, fogli inumiditi, bulino, inchiostro, tampone, ecc.). Gli esiti di tale tecnica di stampa vengono spesso comunemente assimilati all’incisione, termine che si riferisce anche alla xilografia (incisione in rilievo), alla litografia (incisione in piano) e, per l’appunto, all’acquaforte (incisione in cavo) e alle sue diramazioni, quali la puntasecca e l’acquatinta, di cui Mirella Raggi ne ha evidenziato le caratteristiche.
Il termine acquaforte deriva dal latino “aqua fortis”, antica denominazione dell'acido nitrico, che nel procedimento esercita l’importante funzione della morsura, iniziata con l’immersione della lastra, che si trasforma in matrice, nell’acido dopo averne protetto con adeguata vernice il retro. La morsura ha la funzione di definire le parti inchiostrate, che poi si fisseranno sulla carta, a contatto con la lastra (matrice), impressa mediante il torchio.
La scoperta della stampa ha favorito la riproduzione delle opere in più esemplari e molti artisti sin dal Cinquecento si sono dedicati alla tecnica dell’incisione. Di solito si richiama l’alta considerazione riferita al pittore tedesco Albrecht Dürer (1471-1528), capostipite della tradizione tedesca,  ma con lui non vanno trascurati insigni maestri come Lucas Cranach (1472-1553), Martin Schongauer (1448-1491) e Cornelis Cort (1533-1578), artista olandese che fu chiamato da Tiziano (1485-1576) a riprodurre alcune sue opere. In Italia l’incisore bolognese Marcantonio Raimondi (1480-1534) favorì, in particolare, la diffusione dei dipinti di Raffaello (1483-1520).
Nei secoli successivi eccellenti pittori, tra cui rinomati artisti italiani, condivisero una vera e propria fioritura di opere eseguite con la tecnica dell’acquaforte, rivelando la forza espressiva che è congeniale a tale forma di stampa. Non diversamente dal Seicento e dal Settecento, anche l’Ottocento e il Novecento cataloga figure di primissimo piano che non hanno rinunciato ad affrontare l’acquaforte con mirabili esiti tecnici ed estetici. Sono noti, ad esempio, i nomi di Honoré Daumier (1808-1879), Eduard Manet (1832-1883)Henri de Toulouse-Lautrec (1864-1901), Pierre Bonnard (1867-1947), Paul Klee (1879-1940), Pablo Picasso (1881-1973), Marc Chagall (1887-1985) e di Giorgio Morandi (1890-1964).
Fu un ottimo acquafortista anche il pittore Giuseppe Bodrato (1886-1954), le cui acqueforti sono ammirate nella retrospettiva attualmente in corso al Circolo Culturale “A.Del Santo”. Un indiscutibile riconoscimento alla sua validissima opera incisoria è da considerarsi la mostra postuma che nel 1975 gli venne dedicata dall’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, presentandolo come “artista di rara qualità, schivo in vita e poco noto nella cultura cittadina”.
Sul tema della stampa d’arte, come ulteriore contributo all’utilissimo incontro guidato da Mirella Raggi, sottopongo all’attenzione degli appassionati uno stralcio della mia introduzione al convegno
Dalla carta a Gutenberg: il ruolo della stampa d'arte nella comunicazione visiva, ospitato il 20 gennaio 1989 nella Sala Consiliare della Provincia.
Quello della stampa d’arte - osservavo in quella sede - è un argomento piuttosto complesso, dalle numerose trame, che sul piano tecnologico, storico, artistico e sociologico in cui esso si dipana meriterebbe certamente ben più di un solo incontro, appunto perché la storia della stampa d’arte è molto ricca. Dai greci riproduttori con la fusione e tramite il conio di monete, ai cinesi che avviarono l’incisione su legno, la xilografia, e poi l’invenzione della stampa e l’enorme influenza da essa suscitata, l’acquaforte nel Medioevo, la litografia all’inizio del secolo XIX e, qualche decennio dopo, la fotografia. Tutti questi processi hanno segnato un vasto e fertile terreno di sensibilità popolare nei confronti dell’arte.
In clima di valori è interessante il contributo di Giulio C. Argan, teso ad annullare la distanza fra incisione di riproduzione e incisione di invenzione, con la precisazione che “tale distinguo può essere utile sul piano pratico mentre si dimostra inconsistente sul piano teorico”, poiché «qualsiasi incisione, per quanto inventata direttamente sulla lastra, è sempre la riproduzione ideale di un disegno». La grafica, dunque, “momento genetico dell’arte», per cui «ogni ricerca sulla comunica­zione dell’opera d’arte, e quindi sull’arte stessa in quanto comunicazione, deve partire dalla ricerca strutturale sulla grafica”.
La prova multipla è dunque veicolo di cultura e di comunicazioni; in essa risiedono carica espressiva, abilità tecnica e percettiva, e non poca sensibilità e nessuna limitazione interpretativa le si addice. È una concezione ormai acquisita nel nostro tempo quella per cui “l’opera d’arte non soltanto può essere riprodotta, divulgata, universalmente fruita ma è, per la sua stessa intrinseca struttura, illimitatamente e assolutamente riproducibile”. (Argan).
D’altronde, Roberto Longhi (1890-1970), dall'alto del suo magistero, affermava che “l’opera d’arte è sempre un capolavoro squisitamente relativo. L’opera non sta mai da sola, è sempre un rapporto”.
Ecco quindi che il dopo Gütenberg è attraversato da numerosi interrogativi ai quali l’arte offre risposte differenziate e nella attuale condizione di transizione lo spazio dell’opera, arguisce Achille Bonito Oliva, “non conosce organicità formale, ma invece intreccio tra astratto e figurativo, collisione di dettagli e frammenti pittorici provenienti da universi culturali anche lontani tra loro”.
In questo contesto che interessa uno spazio temporale piuttosto ampio, con posizioni quando punteggiate di relativismo, quando invece di dogmatismo, l’opera grafica non è stata sottratta da interventi riguardanti la sua collocazione o meglio la sua classificazione; la storia ci insegna che le opere grafiche di grandi artisti esaltano l'autenticità creativa e, come nella xilografia espressionista tedesca, “spesso l’opera grafica ha anticipato quella pittorica”.
Non è il caso di stendere graduatorie. Mi piace citare, in conclusione, un pensiero di Dürer, il quale amava dire che “quanto l’incisore realizza con un suo ferruzzo non è da meno del fare più ampio del pittore”.
È stata dunque opportuna e molto apprezzata la decisione di dedicare spazio alla tecnica dell’acquaforte, valorizzata dall’esposizione di Mirella Raggi e dalla prova pratica seguita con attenzione e curiosità dai numerosi presenti.   

Valerio P.Cremolini


                                                                                                                                          

martedì 27 gennaio 2015

......PER IL GIORNO DELLA MEMORIA

Sala Culturale CarGia' - Promozione Arte e Cultura 2015
Sala Culturale CarGià ...PER IL GIORNO DELLA MEMORIA: ZONE D'OMBRA DI LUIGI LEONARDI



CLICCA SULL'IMMAGINE PER LEGGERE
ZONE  D’OMBRA


In Italia il giorno della memoria ricorda le vittime dell’olocausto e delle leggi razziali. La letteratura di questo argomento è vastissima, ma alcune “ zone ” restano poco illuminate, come dire.. in ombra.
Restiamo oggettivi:



Regio Decreto – Legge 15 novembre 1938 – XVII, n.1779
Integrazione e coordinamento in unico testo delle norme già emanate per la difesa della razza nella Scuola Italiana
Vittorio Emanuele III
Per grazia di Dio e per la volontà della Nazione
Re d’Italia
Imperatore d’Etiopia

Per grazia di Dio!” Ma come? Si fa discriminazione razziale per chi ci avrebbe creato tutti uguali?
Per la volontà della Nazione!” Dunque tutta l’Italia era d’accordo?

Abbiamo decretato e decretiamo: (è sempre il re con il plurale maiestatis)

Art. 1 – A qualsiasi ufficio od impiego nelle scuole di ogni ordine e grado, pubbliche e private, frequentate da alunni italiani, non possono essere ammesse persone di razza ebraica.
…..
Art. 3 - ………….. E’ tuttavia consentita l’iscrizione degli alunni di razza ebraica che professino la religione cattolica nelle scuole elementari e medie dipendenti dalle autorità ecclesiastiche.

Le leggi razziali non furono abrogate subito dopo il 25 luglio del ’43, vale a dire dopo la caduta del fascismo, ma mesi dopo, tra l’altro in virtù di una clausola dell’armistizio di Cassibile del 3 settembre, imposta dagli Alleati.
Ecco una zona d’ombra: la santa sede, dove allora regnava Pio XII, fa presente al nuovo governo italiano che il vaticano si oppone all’integrale abrogazione delle leggi razziali, perché ritiene ancora che la parità di diritti fra cittadini cattolici ed ebrei (introdotta in Italia nel 1848) sia un’aberrazione liberale.


Il decreto n. 1779 si compone di 13 articoli, e chiude:

Dato a San Rossore, addì 15 novembre 1938 – XVII
Vittorio Emanuele, Mussolini, Bottai, Di Revel

Il decreto del 17 novembre, n. 1728, riguarda:

Capo  I
Art. 1 – Il matrimonio del cittadino italiano di razza ariana con persona
  appartenente ad altra razza è proibito.
……………..
……………..
Capo  II

Art. 11 – Il genitore di razza ebraica può essere privato della patria     
potestà sui figli che appartengono a religione diversa da quella ebraica, qualora risulti che egli impartisca ad essi un’educazione non corrispondente ai loro principi religiosi o ai fini nazionali.
…………….
…………….

Quest’ultima mi sembra una cosa un po’ ingarbugliata, ma pare stabilire un’importanza notevole alla religione. Forse perché per “religione diversa da quella ebraica” s’intende religione cattolica?
A questo punto mi chiedo: essere agnostici, no?
Ma soprattutto, cosa sono i fini nazionali?

Capo  III

Art. 23 – Le concessioni di cittadinanza italiana comunque fatte ad ebrei stranieri posteriormente al 1° gennaio 1919 si intendono ad ogni effetto revocate.

Art. 24 – Gli ebrei stranieri……… i quali abbiano iniziato il loro soggiorno nel regno, in Libia e nei possedimenti dell’Egeo posteriormente al 1° gennaio 1919, debbono lasciare il territorio del regno, della Libia, e dei possedimenti dell’Egeo entro il 12 marzo 1939 – XVII.

C’è quindi l’effetto di retroattività della legge. D’altra parte il principio di irretroattività ha origine da pensatori illuministi dell’800, e qui di illuminismo..

Conseguenze:

Le conseguenze le conosciamo: furono devastanti. E non basta certo un solo giorno per ricordare uno tra i più atroci crimini subìti dall’umanità, perché purtroppo altri ne sono stati consumati: forse non tutti sanno dello sterminio di sette milioni di ucraini per fame, durante l’inverno 1932/1933, o del genocidio armeno tra il 1915 e il 1916, ecc..
E altre zone d’ombra.

Ho nella mia biblioteca libri, documenti, giornali, fotografie.. una sterminata mole di sofferenza e tragedia; scelgo a caso:

Natalia Tedeschi, genovese, arrestata a Cuneo nel marzo 1944; rinchiusa nel carcere di Torino e quindi a Fossoli, venne deportata in maggio ad Auschwitz. Fu liberata a Theresienstadt il 9 maggio 1945.

Come siamo scese, le SS hanno chiesto a mia mamma quanti anni aveva. Mia mamma non ne aveva ancora cinquanta, ma ha detto cinquanta e ci hanno immediatamente divise Io sento ancora il braccio di mia mamma che tremava, ma hanno detto: “I giovani da una parte e le persone anziane dall’altra”. Così non l’ho più vista; ho saputo poi solo dopo tanti giorni che la mamma non era entrata in campo ed era passata ai forni subito. Sia la mamma sia la nonna.
Mi hanno detto: “Ma cosa ti illudi? Non vedi? Non c’è nessuno che sia giovane in campo; tua madre non c’è più, tua madre ormai è passata per il camino..”

Luigi  Leonardi
La Spezia, 13 gennaio 2015          

lunedì 26 gennaio 2015

CORO LIRICO LA SPEZIA : DUE GIORNI DI APPLAUSI PER "L'ELISIR D'AMORE"

Sala Culturale CarGià - Promozione Arte e Cultura 2015
Sezione - Eventi Artistici e Culturali - OPERA LIRICA - CORO LIRICO LA SPEZIA


L'Elisir D'Amore
Il tenore Kentaro Kitaya e Il Coro Lirico La Spezia
Foto di Ezia Di Capua

CORO LIRICO LA SPEZIA: DUE GIORNI DI APPLAUSI PER L'ELISIR D'AMORE
Applausi interminabili per il Coro Lirico La Spezia che ha portato in scena “’Elisir d’ Amore” Melodramma in due atti di Gaetano Donizetti, sabato 24 Gennaio al teatro “F. Quartieri di Bagnone  e domenica 25 Gennaio al Teatro Palmaria  della Spezia.

Il Coro Lirico La Spezia si conferma così, a pieno titolo, attraverso la realizzazione di quest’opera, una realtà artistica importante nel nostro territorio e anche in lunigiana.
Gli applausi scroscianti di un pubblico attento, divertito dal tessuto dell’opera e rapito dalla bravura del Coro Lirico La Spezia, si è unito agli applausi dei solisti  professionisti che hanno  applaudito un Coro preparato e cresciuto oltre che nella passione, anche artisticamente.
Successo quindi raccolto a piene mani dal Coro Lirico La Spezia dopo mesi di preparazione e dedizione
al canto e alla recitazione con l’obiettivo di sostenere il progetto di  diffusione e promozione della conoscenza dell’Opera teatrale nella nostra provincia e oltre. 
Applaudita più volte Maria Layasheva che con il suo pianoforte ha donato l'intensità di un'intera orchestra
Applausi per le soliste del Coro lirico Valentina Marconi e Roberta Lodola fiere del loro debutto.
I solisti professionisti affermati nel territorio nazionale e all’estero, hanno conquistato da subito il pubblico che ha applaudito molto l’anima e direttore del Coro Lirico, il  tenore Kentaro Kitaya nei panni di Nemorino, che ha interpretato in modo struggente “ Una Furtiva Lacrima “.Applausi al Quartieri per Hanae Yamashita soprano giapponese dalla voce morbida ed agile interprete di Adina e applausi al  Palmaria anche per la biondissima Roberta Ceccotti che ha dato voce brillante ad una Adina passionale e romantica.
Caccian Zaha nei panni di Belcore ha conquistato il pubblico con la sua voce profonda di rara  bellezza. La grande presenza scenica e la voce travolgente di Graziano Dallavalle interprete di Dulcamara hanno reso l’opera davvero irresistibile e di grande spessore, all’altezza di quell’Elisir D’Amore pensato da Donizetti.
Tanti i ringraziamenti a fine opera, a quanti hanno contribuito dietro le quinte alla sua realizzazione ma, soprattutto un grande grazie alle istituzioni, agli enti patrocinatori: Comune della Spezia, Comune di Bagnone, Cai La Spezia e Sala Culturale CarGià, e agli sponsor che hanno sostenuto il progetto
Un grazie sentito è andato alla Redazione dei quotidiani La Nazione e Il Secolo XIX , ai quotidiani on line, radio e televione locali che hanno  dato “voce” all’evento. Un grazie sottinteso è andato a Sala CarGià che per prima ha riconosciuto le potenzialità del Coro Lirico La Spezia e lo ha sostenuto  nel suo cammino e nel suo progetto attraverso la promozione artistica.
Ma, gli applausi più grandi sono stati quelli che il Coro Lirico ha donato al numeroso pubblico  presente
al Teatro Palmaria, applausi che hanno voluto essere un grazie per la partecipazione e l’entusiasmo mostrato, carica vincente per il Coro Lirico La Spezia che ha già dato a sorpresa, in sala a termine dello spettacolo, l’appuntamento al suo pubblico in data  13 maggio ore 21 al Teatro Civico della Spezia, per la messa in scena di  “ Tosca “ di G. Puccni.

Ezia Di Capua  - Lunedi 26 Gennaio 2015 ore 03:00
Il presente comunicato verrà inoltrato alla stampa.




L'ELISIR D'AMORE

foto di Federica Ricciardi


sabato 24 gennaio 2015

LA NAZIONE - LA SPEZIA E LUNIGIANA: IL CORO LIRICO AL QUARTIERI E AL PALMARIA

Sala Culturale CarGià - Promozione Arte e Cultura 2015
Sezione - Eventi Artistici - CORO LIRICO LA SPEZIA - OPERA LIRICA


Ringrazio personalmente e a nome del Coro Lirico La Spezia
la Redazone de La Nazione e maggiormente il giornalista Marco Magi
Ezia Di Capua
LA NAZIONE - GIOVEDI 22 GENNAIO 2015

martedì 20 gennaio 2015

"IL CORO LIRICO LA SPEZIA" INIZIA LA STAGIONE OPERISTICA 2015 CON LA MESSA IN SCENA DI "L'ELISIR D'AMORE" DI G.DONIZETTI al Teatro Palmaria della Spezia e al Teatro di Bagnone

Sala Culturale CarGià - Promozione Arte e Cultura 2015
Sezione - Eventi Artistici - Concerti - Opera lirica - CORO LIRICO LA SPEZIA
Sala CarGià
Vi Invita all’opera
L'ELISIR D'AMORE
di Gaetano Donizetti
                                           Melodramma in due atti  - Libretto di Felice Romani



23 GENNAIO - Palestra F.lli Incerti Fabiano – ORE 21,00ANNULLATA PER MOTIVI TECNICI

24 GENNAIO -  Teatro  " F. Quartieri” Bagnone  Ms - ore 21,00
25 GENNAIO – Teatro Palmaria – La Spezia - ore 21,00
Info e Biglietti Biso 0187 734253 – Comune di Bagnone 0187 42781

COMUNICATO STAMPA A CURA DI Ezia Di Capua
IL CORO LIRICO LA SPEZIA METTE IN SCENA “L’ELISIR D’AMORE”
Il Coro Lirico La Spezia metterà in scena “ L’Elisir d’Amore “ di Gaetano Donizetti melodramma in due atti di Felice Romani al Teatro Palmaria recuperando così l’evento che sarebbe dovuto andare in scena alla Palestra F.lli Incerti di Fabiano alla Spezia,  in questi giorni annullato per motivi tecnici .
Pertanto, con il patrocinio del Comune di La Spezia, del Comune di Bagnone, del Cai della Spezia e di Sala Culturale CarGià di San Terenzo e il contributo dei numerosi sponsor in locandina, il Coro Lirico La Spezia darà inizio alla stagione operistica 2015 con due  rappresentazioni nel mese di Gennaio, programmate dal  M° Kentaro Kitaya direttore del Coro Lirico La Spezia
Gli appuntamenti con “ L’Elisir d’Amore” sono previsti nelle seguenti date:
Sabato 24 Gennaio  alle ore 21 al Teatro di Bagnone  - Massa
Domenica 25 Gennaio alle ore 21 al Teatro Palmaria - La Spezia

Magnifici tutti i solisti. Adina sarà interpretata sabato da Hanae Yamashita soprano giapponese, voce molto apprezzata e applaudita in Italia e all’estero, solista dell’Orchestra Amici del Mandolino di Milano, domenica invece sarà  Roberta Ceccotti con la sua voce brillante e agile a interpretare Adina. Nemorino sarà interpretato appassionatamente da Kentaro Kitaya tenore vincitore di numerosi concorsi si è esibito più volte e con successo a Tokyo, Osaka, Nagoya, Kawasaki,Matsuyama,Kawachinagano,Tondabayashi,Toyonaka, Takayama in Giappone, Germania e in Italia. Belcore sarà Caccian Zaha giapponese con una riconosciuta e pregiata esperienza nei teatri internazionali più importanti, Dulcamara sarà Graziano Dallavalle vincitore di numerosi concorsi. Giannetta sarà interpretata, al loro esordio dalle bravissime soprano spezzine Valentina Marconi e Roberta Lodola

Al pianoforte la straordinaria Maria Layasheva, la regia è firmata  Etrusco Catozzi,
La scenografia è firmata Franca Puliti, i costumi di S.Sabatini ,Trucco  Anna Kraler

“L’Elisir d’Amore“di G.Donizetti, Melodramma in due atti di Felice Romani. 
Definita in partitura «melodramma giocoso», rientra a pieno titolo nella tradizione dell'opera comica, anche se in essa trova ampio spazio l'elemento patetico, che raggiunge la sua punta più alta nel brano più noto: la romanza cantata dal protagonista Nemorino, Una furtiva lagrima

APPROFONDIMENTI E CURIOSITA' NEL BLOG DI SALA CULTURALE CARGIA':: http://salacargia.blogspot.it/
Info e Biglietti Biso 0187 734253 – Comune di Bagnone 0187 42781


L'ELISIR D'AMORE
PERSONAGGI ED INTERPRETI

Adina                                    Hanae Yamashita
                                               Roberta Ceccotti
Nemorino                             kentaro Kitaya
Belcore                                 Caccian Zaha                    
Dulcamara                           Graziano Dallavalle
Giannetta                            Valentina Marconi             
  Roberta Lodola

Pianoforte                        Maria Layasheva
Coro                                   Coro Lirico La Spezia
Maestro del Coro           kentaro kitaya
Regia                                  Etrusco Catozzi

Scenografia  Franca Puliti
Costumi Salvatore Sabatini

Trucco    Anna Kraler

L’ELISIR D’AMORE
Opera in due atti di Gaetano Donizetti (1797-1848), su libretto di Felice Romani (1788-1865), che si rifà a quello preparato da E. Scribe per Auber nel 1831, Le Philtre. Prima rappresentazione: Milano, Teatro alla Cannobiana, 12 maggio 1832. Interpreti: Sabina Heinefetter (Adina), Giuseppe Frezzolini (Dulcamara), Henry Bernard Debadie (Belcore), G.B. Genero (Nemorino).

I PERSONAGGI: Adina, ricca e capricciosa fittaiuola (soprano); Nemorino, coltivatore, giovane semplice, innamorato di Adina (tenore); Belcore, sergente di guarnigione nel villaggio (baritono); il dottore Dulcamara, medico ambulante (basso comico); Giannetta, villanella (soprano). Cori e comparse: villani e villanelle, soldati e suonatori del reggimento, un notaio, due servitori, un moro.

LA TRAMA: L’azione si svolge in un villaggio nel paese dei Baschi.
Atto primo. Nella fattoria di Adina. Sotto gli alberi si riposano ragazze e mietitori. Adina legge ai presenti la storia di Tristano che, innamorato di Isotta e da lei respinto, riuscì a farsi riamare ricorrendo a un filtro amoroso. Nemorino, giovane e timido, innamorato di Adina, sospira. La ragazza non dà retta alle sue attenzioni; è incostante e capricciosa e sembra preferire la corte del presuntuoso Belcore, sergente della guarnizione. Sulla piazza del villaggio intanto arriva il dottor Dulcamara, un vero ciarlatano, che, per la modesta cifra di uno zecchino offre un toccasana, una bottiglietta di un liquore che, a suo dire, pone rimedio a ogni male o dolore, ridona vigore giovanile ai vecchi e procura amore ai giovani. Ricordando la storia narrata da Adina, si riaccendono le speranze di Nemorino. Il dottore gli garantisce che il favoloso elisir farà cadere ai suoi piedi Adina, nel tempo di ventiquattr’ore al massimo (il tempo ovviamente per il dottore di lasciare il paese). Nemorino, ingenuo, è tanto sicuro dell’effetto del liquore che cambia completamente umore e atteggiamento nei confronti della ragazza. Ride e scherza in presenza di Adina senza più curarsi eccessivamente di lei, quasi gli fosse divenuta indifferente. Adina, sorpresa e indispettita, accetta per ripicca la corte di Belcore e la sua proposta di matrimonio. Anzi, decide di sposarlo subito, poiché la guarnigione deve lasciare il paese la mattina dopo. Tutti sono invitati alla festa di nozze: amici, contadini e il dottor Dulcamara. Ripiombato nella disperazione, Nemorino supplica la ragazza di aspettare almeno ventiquattr’ore (il tempo che l’elisir faccia il suo effetto), ma Adina è irremovibile.
Atto secondo. Alla fattoria si stanno facendo in gran fretta i preparativi per le nozze e per il successivo banchetto. Nemorino ricorre a Dulcamara per chiedergli come si faccia per farsi amare subito: semplice, un’altra bottiglia di liquore (il dottore pensa di svignarsela subito dopo). Ma Nemorino non ha più i soldi per procurarsela. Accetta allora la proposta che gli fa Belcore e si arruola all’istante per ricevere il compenso d’ingaggio di venti scudi. Con questi compra la seconda bottiglia del filtro magico. Nel frattempo si è sparsa in paese la notizia di una ricca eredità che lo zio di Nemorino gli avrebbe lasciato morendo. Egli non sa ancora nulla e all’improvviso si sente circondato e corteggiato dalle ragazze del paese; egli pensa subito che l’elisir abbia cominciato a fare i suoi effetti. Ma a questo punto esplode la gelosia di Adina che si rende conto di essere davvero innamorata di Nemorino, a prescindere dall’eredità. Ella scopre anche la storia dell’elisir e il sacrificio compiuto da Nemorino con l’arruolamento. La vicenda si mette così sulla strada del lieto fine. Nemorino, che ora è ricco, può anche riscattare l’impegno di arruolamento e riprendersi la libertà. Il quadro si completa con il dottor Dulcamara che fa affari d’oro perché si è sparsa la voce dell’efficacia del filtro.

  • L’opera viene commissionata dal Teatro alla Cannobiana di Milano per rimediare al fatto che un compositore non aveva presentato nei termini previsti il suo lavoro. A Donizetti vennero concessi solo quattordici giorni di tempo, sette dei quali furono utilizzati dal librettista per preparare il testo. L’opera ottenne un successo trionfale e rimase in cartellone per trentadue sere consecutive. L’Elisir d’amore è un vero gioiello dell’opera comica ottocentesca e con Don Pasquale e Il barbiere di Siviglia può considerarsi il punto più alto raggiunto in questo genere. L’opera non è mai uscita dei repertori e continua, soprattutto in Italia, ad essere presentata regolarmente. La partitura trabocca di motivi piacevoli, di graziose melodie, dalle quali traspare la personale vena buffa di Donizetti, dove la risata si trasforma in sorriso e il sorriso si vela di malinconia, come nella famosa romanza Una furtiva lacrima. Dell’opera esiste una versione dialettale, “tradot e ridot an dialet piemonteis da Anaclet como d’Alba”, presentata al Teatro Rossini di Torino nell’autunno del 1852.
Brani famosi

Atto I

·                    Quanto è bella, quanto è cara! cavatina di Nemorino
·                    Benedette queste carte...elisir di si perfetta di si rara qualità! aria di Adina con coro
·                    Come Paride vezzoso cavatina marziale di Belcore
·                    Chiedi all'aura lusinghiera duetto di Adina e Nemorino
·                    Udite, udite, o rustici! cavatina di Dulcamara
·                    Esulti pur la barbara duetto di Adina e Nemorino

Atto II

·                    Ai perigli della guerra duetto di Nemorino e Belcore
·                    Quanto amore! Ed io, spietata duetto di Adina e Dulcamara
·                    Una furtiva lagrima romanza di Nemorino
·                    Prendi, per me sei libero aria di Adina


COMUNICATO STAMPA A CURA DI Ezia Di Capua
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CITTA' DELLA SPEZIA:http://www.cittadellaspezia.com/La-Spezia/Cultura-e-Spettacolo/Coro-lirico-La-Spezia-al-Teatro-174447.aspx
LA GAZZETTA DELLA SPEZIA
CRONACA 4
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“L’Elisir d’Amore” di Gaetano Donizetti è un’opera comica e sentimentale insieme. Un melodramma giocoso, come la definirono i suoi autori, o una commedia romantica, come la chiameremmo noi oggi. Circondati da maschere da commedia dell’arte (il soldato vanitoso e fanfarone Belcore, il dottore ciarlatano Dulcamara), spiccano infatti personaggi dalla psicologia più complessa: il giovane innamorato bloccato dalla timidezza, Nemorino, e una donna, Adina, consapevole della propria bellezza e del proprio fascino, ma non per questo egocentrica e manipolatrice.  Entrambi, nel corso della vicenda, si  metteranno in discussione e cambieranno (come accade alla persone vere e non ai personaggi finti): Nemorino allentando i propri freni inibitori grazie a quello che lui crede essere un filtro d’amore (in realtà, nient’altro che una bottiglia di vino rosso); Adina lasciandosi sedurre, alla fine, dal sentimento sincero di Nemorino, dal suo spirito di sacrificio in nome dell’amore.  E scartando saggiamente il machismo superficiale di Belcore
Il libretto – ispirato a Le philtre di Scribe e firmato da un maestro della metrica e della rima, Felice Romani, che qui dà il meglio di sé – contiene anche un pizzico di critica sociale, per quanto sfumata e tra le righe: le fanciulle dell’immaginario paese dei Baschi in cui è ambientato l’intreccio “perdono la testa” per l’impacciato Nemorino non grazie alla pozione magica di Dulcamara, ma alla fortuna economica che uno zio lascia provvidenzialmente in eredità al giovane. Il vero “filtro d’amore”, insomma, per loro è il denaro…
L’opera ha sempre riscosso un grande successo a partire dalla sua prima esecuzione, il 12 maggio 1832 al Teatro della Cannobiana di Milano. Lo stesso Donizetti ne fu stupito. Probabilmente, data la consueta fretta con cui lavorò alla partitura completata in appena quattordici giorni, non si era reso conto di avere scritto una musica perfetta nel suo connubio tra leggerezza e patetismo.           



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