mercoledì 25 luglio 2012

LA MISURA DELL'AMORE - Dedicato a Carla Gallerini - Recensione del libro a cura del Prof. Franco Ortis


In copertina dipinto di Ezia Di Capua - Acquerello

...."Coriandoli di cielo, palloncini di nuvole, luci di stelle, boccioli di rugiada, coralli e schizzi di mare in un sabato interminabile, infinito che sostiene l’attesa della festa.”

Così scrive nel suo libro Ezia Di Capua dopo la morte di sua mamma Carla Gallerini. Entrato in via Trogu vedo la stradina Azzarini e per me, spezzino non di adozione, Trogu e Azzarini sono nomi che non significavano nulla…..fino a ieri.
Oggi sono vita del paese, miracolo di natura, florescenza di Essere e per me, da oggi in poi e non che non lo avessi prima, maggior rispetto per San Terenzo, per il suo castello, per la passeggiate lungo il mare o per l’autobus dell’ATC che lo attraversa ogniquarto d’ora per andare a Lerici .Ora, solo per aver conosciuto teoricamente Carla Gallerini dopo il libro a lei dedicato da Ezia,La Misura dell’Amore”, mi sembra di conoscerla da sempre. 
Un mito per San Terenzo Carla Gallerini e se il piccolo paese fosse Comune e non frazione di Lerici il suo sindaco sarebbe Carla e, se adesso, Sindaco onorario. Ezia Di Capua  ha scritto pagine memorabili in prima e terza persona ma sempre, diciamo, carlabiografiche, se mi si concede la parola come neologismo.
Le parole non sublimeranno mai la delusione che possono portare le cose. Anzi, le parole tendono a onorare le cose quando queste sono di voluta energia, di etica formativa, di splendore di immagini. La mamma Carla dal racconto fatto dalla figlia Ezia è lo splendore umano, terrestre vincolato dal fascino che sottende. C’è sempre un momento di stanchezza della storia e pur sempre un momento che è emblema per la storia stessa quando questa assurge a attimo di respiro letterario per sublimare certa immobilità.
C’è nel bellissimo racconto di Ezia lo svelare  segreti che in effetti non ci sono visto che sua madre Carla è stata da sempre manifesto chiaro e leggibile.
Ma questo svelare segreti sono parole astratte che incitano il lettore a scoprire quelle verità latenti in ogni pagina del racconto fatto da Ezia.
Le descrizioni assumono concetto di ampio tempo libero innescato nella intrinsecità  di una realtà di vita vissuta dalla madre Carla che trova nella sua conclusione terrena stessa forza di pensiero e di azione.
Si avverte in questo  biografico racconto una estrema semplici  e non celata disinvoltura spostando il suo racconto dal passato
lontano a un presente inequivocabilmente doloroso. Il linguaggio,
qui, di Ezia, non è, come si può dire, uno strumento che si trova
neutrale nell’azione di una storia naturale e non suscettibile di ricordi innescati in un sentito dire o nella percezione . Non è dunque un linguaggio atto a scrivere intorno alla parzialità di una visione particolareggiata di un frammento.  Possiamo entrare invece
nei meriti di una circolarità o totalità o maggior ampiezza di fatti
reali perchè vissuti e non dunque visionari: è il racconto di una vita vissuta e non immaginaria. Ezia è riuscita a compiere in questa sua opera prima “ La Misura dell’Amore ” tutta una sua unicità che va dal particolare all’universale e isolando anche un solo frammento della vita di sua madre Carla, bellissima, dai capelli di color castano di un tempo a quelli di un colore rosso pieni di vitalità dopo, nel riprodurre questo ipotetico frammento esprime la sua totalità, rifugge dalla veduta o dall’invenzione letteraria dall’illimitato, dallo spazio, da un supposto orizzonte e  riduce il frammento stesso non a un luogo ma a un eterno e così
si esprime:

..... ” Mi piace che mamma sia felice ora nel luogo che immaginava lei…Quel luogo è la ‘Casa buona’.
Lo disse con entusiasmo dopo uno degli interventi chirurgici subiti…..
Ricordo che si illuminava quando parlava della enorme Casa Buona e allora la voglio immaginare lì. Lì, proprio lì, voglio credere che stia organizzando ‘La sua Festa più Bella’.”

Carla Gallerini è stata la festa più bella per San Terenzo che
la ricorda con tutto il suo amore e la sua ammirazione possibili.


 
Prof.Franco Ortis
La Spezia 24 Luglio 2012


martedì 24 luglio 2012

UN' OPERA GRAFICA DI EZIA DI CAPUA DEDICATA AL SYMPOSIUM 2012


Ezia Di Capua - Symposium 2012 - Acquerello
Una bella manifestazione dunque questa del Symposium d’Arte 2012 dell’Atelier di Sala Cargià approntata da Ezia Di Capua che tra l’altro è bravissima nel disegno e mi da ragione questo che è originale e l’Artista vi si trova perfettamente
a suo agio.
Nel disegno si vede una bella architettura assai movimentata impostata stupendamente in via prospettica e con amorini sul fondo.
Il processo grafico è senz’altro orientato dal suo intelletto.
Ezia giunge a dare eternità all’emozione e quanto più questa emozione viene esercitata , tanto più il suo trasferimento in immagine vera e propria, com’è in questo disegno appunto di Ezia, viene a comprendersi una sua essenza e una sua totalità. C’è indistintamente in questa piccola opera di Ezia Di Capua un flusso poetico e il processo è tanto naturale come a sua volta giunge a essere misterioso per il suo ìntrico ritmato  da una sequenza di linee attraverso le quali e lo spazio si può giungere a una profondità di pensiero da entusiasmare chi l’osserva.
Mi viene alla mente un altro dipinto di Ezia, anch’esso grafico e forse dedicato a sua madre Carla. Il titolo racchiude una nostalgia romantica e proprio nelle parole: “ In questo triste inverno”.
Il suo spirito di pittrice e di scrittrice trova incarnazione in una immagine poiché sono parecchie le zone, i recessi e i desideri, che soddisfano la sua arte senza ambiguità per la quale  non sopporterebbe una determinata Epifania del suo spirito così attaccato alla persona di sua madre Carla. L’immagine diventa nel dipinto una figura classica che domina la scena senza il pericolo di invaderla. Ha di fianco un’architettura simile alla precedente cioè classica anch’essa e intorno  amorini e figure che sono il suo alter ego della pittura grafico-figuratva. Sono immagini queste di Ezia Di Capua vissute fino allo spasimo grafico, come provenienti e lo sono infatti provenienti, dal suo interno poetico e proprio per la classicità di cui si imbevono. L’atmosfera creata  dalla brava artista ha un quid di misterioso assai diversa dall’impressione di novità e pur sorride al pensiero di una fattiva diligenza di antico che qui è tutto immoto e silente e riflette le immagini che sembrano appartenere a una vasta regione intellettuale e avventurosa. Entra lo sguardo  nel dipinto sicuro di non perdersi nei meandri delle linee come se volesse andare ad accarezzare la varie figure mitologiche e credo proprio che il suo tentativo arrivi al successo. Le linee vogliono esprimere chiaroscuro di natura e sembrano trasformare la semplicità in una cosa più profonda che dia al tutto il brivido della vita



Prof. Franco Ortis
Scritto tratto da “ Symposium d’Arte 2012”  -  Galleria d'arte  a cura di Franco Ortis -
Teleliguriasud 24 Luglio 2012 ore 21,45 


SALA CARGIA' SYMPOSIUM D'ARTE 2012: Testo trasmesso in " Galleria D'Arte " programma a cura del Prof. Franco Ortis


Sabato sera 15 Luglio con il concerto dei Rentrèe al Parco Shelley  si è conclusa la manifestazione artistica promossa a San Terenzo da Sala CarGià e per lei da Ezia Di Capua  direttrice della Galleria che fu già di sua madre Carla Gallerini. La manifestazione ha avuto un ottimo successo dato il programma invero molto copioso e la nostra emittente Teleliguriasud e questa mia trasmissione Galleria d’arte hanno inteso informare  i loro telespettatori. Sala CarGià ha iniziato il suo iter artistico anni fa ma Ezia Di Capua già dall’anno scorso, per non dire assai prima, ha presentato nella Galleria pittori, scrittori, poeti e quanti hanno fatto della loro cultura il momento più significativo della loro vita di artisti. Il momento della estemporanea di pittura a Parco Shelley è stato assai eclatante e il comune di Lerici ha partecipato positivamente a questa nobile attività della quale Ezia Di Capua si è assunta comunque l’onere più completo e più stimabile. Ma non solo questo atelier ha visto contenere la fatica di Ezia Di Capua: in Artis, canale di Teleliguriasud,  un mio servizio sulla manifestazione completa e del concorso di pittura da parte dei 13 pittori presenti e della presentazione del libro di Gabriella Mignani, Effetti Indesiderati.
Gabriella Mignani è stata presentata da Franca Gambino e notevole è stato il colloquio  tra Ezia Di Capua e Gabriella Mignani che ha risposto esaurientemente alle parole concetto poste da Ezia e dalla Gambino. Il libro è stato scritto in ottima maniera dalla nostra brava scrittrice che ha messo in evidenza momenti particolari di vita della donna, dalla sua adolesccnza, Giuochi di bimbe, fino alla maturità e oltre. Intanto si è appena conclusa alla Galleria CarGià di via Trogu.54 a San Terenzo la bella mostra di Toshiko Kitatani che ha visto le belle pitture  dell’artista giapponese “ Verso l’Iperrealismo” . La giovane artista ha anche partecipato all’Atelier iniziato il 12 di Luglio e terminato appunto  Domenica sera 15 Luglio con il concerto dei Rentrèe.
Il programma per questa estate 2012 svolto da Sala CarGià è stato lungo e assai dilettevole, ha visto, come detto, la partecipazione di numerosi artisti, poeti, pittori, poeti, musici, scrittori e assai sentito il ringraziamento di Ezia Di Capua per Sala CarGià sancito in un comunicato speciale proprio per questo Symposium d’Arte 2012 Sala CarGià a Cielo Aperto. Il Symposium ha visto tra l’altro la presenza del poeta Lericino Vasco Bardi presentato unitamente alla manifestazione dal Professor Luigi Coluccia
A proposito della musica, essa è stata valutata dall’Orchestra giovanile Bianchi della vallata del Magra e dagli allievi del Conservatorio Giacomo Puccini di La Spezia coadiuvato il tutto dal direttore d’orchestra professor Alessio Bacci e dalla direttrice d’orchestra  Elisa Cantoni e poi dai Rentrèe che hanno concluso la manifestazione  di questo Atelier a Cielo Aperto la sera del 15 di Luglio .
Non vorrei dimenticare e non mi dimentico infatti che questo Atelier la visto la presenza di ben 13 artisti come già detto:

Albero Carmè, Carlo Nanici, Marina Passaro, Guido Barbagli, Rodolfo Mantovani, Neddi Gianrossi, Antonella Boracchia, Gio Batta Framarin, Lucia Della Scala, TOSHIKO K., Giuliana Garbusi, Sergio Scantamburlo e Rosella Balsano. Di loro pittori ho parlato in Artis.


Ezia Di Capua - Symposium 2012 - Acquerello
Una bella manifestazione dunque questa del Symposium d’Arte 2012 dell’Atelier di Sala CarGià approntata da Ezia Di Capua che tra l’altro è bravissima nel disegno e mi da ragione questo che è originale e l’Artista vi si trova perfettamente a suo agio.
Nel disegno si vede una bella architettura assai movimentata impostata stupendamente in via prospettica e con amorini sul fondo.
Il processo grafico è senz’altroorientato dal suo intelletto.
Ezia giunge a dare eternità all’emozione e quanto più questa emozione viene esercitata, tanto più il suo trasferimento in immagine vera e propria, com’è in questo disegno appunto di Ezia viene a comprendersi una sua essenza e una sua totalità.
C’è indistintamente in questa piccola opera di Ezia Di Capua un flusso poetico e il processo è tanto naturale come a sua volta giunge a essere misterioso per il suo ìntrico ritmato  da una sequenza di linee attraverso le quali e lo spazio si può giungere a una profondità di pensiero da entusiasmare chi l’osserva.

Come Luigi Coluccia ha detto sul finire della presentazione di ogni singolo pittore domenica 15 alle ore 18:00 dopo il dono di Ezia ai pittori, attestato di Sala CarGià per la partecipazione al Symposium, applauso a Ezia.
Mi sembra di aver detto tutto di questo Symposium d’Arte di Sala CarGià che, ripeto, ha avuto il nobile consenso del Comune di Lerici ed è pronta, Ezia, a continuarlo questo Symposium negli anni a venire, cercare di migliorarlo ancora di più, se ce ne fosse di bisogno, e far si che San Terenzo abbia la sua riconoscenza visto l’amore portato alla mamma proprietaria di Sala CarGià in via Trogu, Carla Gallerini. Ho detto pocanzi che mi sembra di aver detto tutto a proposito del Symposium ma forse ancora  c’è da dire qualcosa a proposito del programma fine a se stesso e a proposito del poeta lericino Vasco Bardi. Il suo evento culturale  in Sala CarGià è avvenuto a conclusione della personale di pittura di Giobatta Framarin . Il poeta ha recitato alcune sue poesie in dialetto locale e ha allietato gli ospiti intervenuti per salutare l’eccellente pittore. Le pitture di Framarin ritraggono il nostro territorio e ne colgono il fascino segreto che, sparso nelle tele, ci dona atmosfera di armonia, storia e ricordo. “Sala Cargià è stata cornice autentica  di cultura anzi è divenuta essa stessa espressione di Arte, di cultura aperta alla condivisione della bellezza pittorica e della forza della lirica di Vasco Bardi”. Così dunque si è espressa Ezia Di Capua dedicando ogni cosa a sua madre Carla. Tra questo ogni cosa devo ricordare anche gli artisti Valentina Pira e Andrea Belmonte  e le loro” Canzoni da marciapiede”.
Ecco, ora mi sembra di avere ricordato tutti gli eventi del Symposium.” Fare Arte sia forma di vita, di passione, di gioia, di confronto  e soprattutto di unione”: così Ezia Di Capua si espresse a proposito di Sala CarGià e dedica il suo libro opera prima ” La Misura dell’Amore ”
..... “ alla madre Carla che a 75 anni ha preso il volo  verso il Padre, Amore assoluto presso di noi ”. Così infatti si espresse il Professor Luigi Coluccia, e ancora:
.....“ opera prima di Ezia ma come tale è già monumento,”Aere perennius” che continua la presenza  del ricordo di Carla Gallerini, santerenzina, radici in lunigiana, messaggero per tutte le stagioni ”.



Prof. Franco Ortis
"Galleria d’Arte" -  Teleliguriasud  martedì 24 Luglio ore 21,45
.

sabato 21 luglio 2012

LUCIA DELLA SCALA: iconografia e pittura nel messaggio di devota passione


L’attesa  mostra intitolata “ Messaggio d’amore di Dio, dell’uomo del mondo”, che ci propone Lucia Della Scala iconografa, docente in Sala CarGià di tutti i corsi di iconografia ad oggi svolti, ha stupito e coinvolto piacevolmente i numerosi intervenuti, in una presentazione eccellentemente curata cha ha visto la partecipazione della dott.ssa  Marzia Zini voce recitante di alcune  liriche intense, profonde in sintonia con il tema della mostra e, la significativa   presenza della   poetessa Anna Magnavacca, vice – presidente del Cenacolo Artistico Letterario Val di Magra a cui è stato conferito il titolo Poeta di pace dalla Associazione Dantesca, che  ha letto alcune delle sue belle poesie.
Ancora eccellente la composizione e  l’esposizione della pagina critica a cura della Prof.ssa Chiara Mariotti cha ha letteralmente rapito con la sua eloquenza gli intervenuti, incantati dagli approfondimenti storici proiettati sull’analisi specifica di ogni dipinto.


Lucia Della Scala ci ha donato una mattinata magica, colma di emozioni, commozione e rinnovata gioia di condividere insieme momenti altissimi come questo dove in un unico momento si sono fusi insieme in una preziosa alchimia più forme di d’arte.Tra i presenti il presidente e il direttore artistico dell’Associazione Culturale San Martino di Durasca, i critici d’arte Prof. G.L. Coluccia, il maestro Mario Orlandi, la dott.ssa Gabriella Mignani, molti  pittori presenti all’Atelier di Sala CarGià, fotografi, amici e parenti e pubblico.Tutti hanno brindato e augurato successo a Lucia.  


Lucia Della Scala
 L’artista impegnata a diffondere un messaggio artistico che è cultura ma, soprattutto slancio di devota passione, ci propone, nell’ambito della “Stagione in arte dedicata a Carla Gallerini” – Promozione Arte e Cultura 2012, promossa da Ezia Di Capua, un nuovo percorso dedicato ad un itinerario iconografico straordinario, ricco di intime riflessioni, ispirato alla profonda coscienza dell’uomo che si rivela attraverso l’arte umile strumento di Dio.
Un percorso sentito, vissuto dall’artista, che si offre alla contemplazione e ci rivela, il vero e il bello la cui simbiosi segna l’integrità dell’essere e fa scaturire la vera bellezza.
La tradizione, parlando di "icona" insegna che si tratta di un evento che impegna direttamente Dio, non solo in quanto "oggetto" rappresentato, ma anche come soggetto operante. E’ lo Spirito Santo il vero iconografo. Lo Spirito Santo, guida la mano dell’artista, tanto che per questo motivo, un icona non si firma e non si data. L’autore è lo Spirito Santo, l’uomo presta le sue mani, il suo corpo, il suo spirito, le sue capacità. Iconografo è chi ha imparato ad essere un canale privilegiato che consente allo Spirito Santo di comunicarsi e di passare dal cuore dell’artista al legno della tavola. Non a caso, anche in passato, i maggiori maestri iconografi furono monaci e spesso anche santi. Icona è dunque l’espressione artistica della teologia e della fede della Chiesa. Lucia Della Scala frequenta il corso di pittura di Piero Colombani, si diploma al Liceo Artistico di Carrara, frequenta il corso di Iconografia ottenendo il diploma rilasciato dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Pisa, completa i suoi studi diplomandosi all’Accademia di Belle Arti di Carrara e partecipa a due master di Arte Sacra della Fondazione Stauròs a San Gabriele dell’Addolorata (Teramo). Tutto ci dimostra l’impegno e la serietà con cui si dedica al suo lavoro, ma ci anticipa anche la peculiarità della sua pittura.
È questa una pittura impegnativa e molto raffinata poiché eseguita interamente con tecniche antiche che richiedono sapienza ed esperienza: Lucia lavora preferibilmente su tavola da lei preparata e con colori che crea mescolando pigmento ed uovo. Numerose le sue partecipazioni a mostre personali e collettive nel territorio nazionale.
La mostra che ha avuto il Patrocinio del Comune di Lerici e della ProLoco di San Terenzo  inaugurata sabato 21 Luglio alle ore 11:00 rimarrà aperta sino al 31 Luglio rispettando l’orario seguente: 11:00- 12,30 e 18:00
INGRESSO LIBERO

Ezia Di Capua

LUCIA DELLA SCALA: Messaggio d'amore di Dio, dell'uomo, del mondo

Ogni volta che ci accostiamo ad un’opera d’arte, molti sono gli stimoli che ci vengono dati: i nostri occhi vengono attratti da colori e geometrie, capaci di richiamare alla mente opere conosciute o spazi visitati, anche se trasfigurati nell’opera fino a renderli eterni.  Sopraggiunge un movimento dell’anima, quello che ci spinge all’ammirazione estatica, senza giudizio, solo per il gusto ed il riconoscimento del bello. A questo punto, come se una voce uscisse dall’opera, ecco che ci raggiunge il suo messaggio, chiuso e nascosto tra i tratti e le pennellate dell’artista, ma chiaro e trasparente per chi lo vuole recepire con orecchio attento e cuore docile. E’ questa l’esperienza che faremo nell’ammirare la mostra di Lucia Della Scala, qui a San Terenzo di Lerici dal titolo: “Messaggio d’amore, di Dio, dell’uomo e del mondo”. E’ un percorso che vi apparirà lineare nella sua originalità: a dare inizio al percorso “La coppia e il Calice”, tempera all’uovo su tavola, che risulta un connubio perfetto tra immagini, colori e messaggio: le due figure umane che si intrecciano in un abbandono sereno e plastico, si stagliano su uno sfondo che congiunge terra, mare e cielo. Il gioco dei colori sposta lo sguardo verso l’alto: il calice e l’Eucarestia che coronano l’unione delle figure dona senso, quiete ed armonia all’insieme. Le movenze della coppia, a richiamare il simbolismo della croce, vogliono unire proprio la terra, il mondo, il concreto, la quotidianità con l’infinito, il senso talvolta misterioso ed incomprensibile di tate esperienze fatte da ciascuno, con l’Unico Senso capace di dare ragione di un’unione forte, stabile, fatta di gratuità e rispetto, di uguaglianza profonda pur nella diversità. In continuità di soggetti “creazione e Amore”, olio su tavola, opera che colpisce lo sguardo del visitatore per la decisa definizione degli spazi e dei colori, una storia dai contorni precisi, un orizzonte netto dove persino il cielo appare immobile. In questa cornice le figure umane appena accennate, solo con i contorni, assumono i colori dello sfondo. C’è una grande sapienza che ci viene da questa opera: i contorni della storia rischiano di togliere la nostra peculiarità ed il nostro personale contributo alla vita dell’umanità, solo con l’Amore possiamo continuare l’opera creativa di Dio nel qui ed ora, per dare i contorni umani ad ogni espressione d’amore. Ci fermiamo e ci incantiamo di fronte a questo “Arcobaleno”,  opera  cara all’ Autrice. Come per ogni sua creazione, Lucia Della Scala trae spunto dal quotidiano, da avvenimenti lieti o tristi della vita: in questo caso  si tratta di una partenza, una cara amica che lascia il porto della vita terrena per andare verso l’infinito. L’arcobaleno, il simbolo per eccellenza della pace fatta tra Dio e l’uomo dopo il grande diluvio campeggia ad unire le realtà inconciliabili della vita e della morte, sulle note di una canzone, l’Arcobaleno, appunto. Tutto torna in un quadro perfetto, dove i tratti e i colori ci danno idea di come stanno realmente le cose: l’osservatore non può che restare fermo, attonito di fronte alla partenza inesorabile, potrebbe suonare la sua canzone, ma non lo fa. Il sentiero davanti a lui è ben definito, ma sono i luoghi da incontrare , solo appena accennati, che raffigurano l’incertezza dell’esperienza umana. Resta alto l’Arcobaleno e la speranza che esso racchiude.
Nel nostro vivere abbiamo bisogno di gesti che comunichino l’approvazione e l’amore che gli altri ci donano: ecco la sezione dedicata i “Baci”, opere diverse nella tecnica e nelle rappresentazioni, eppure accomunate da quello che, universalmente, è riconosciuto come un gesto di complicità, vero ad ogni età. In questa sezione possiamo ammirare la bravura dell’artista nell’eseguire soggetti diversi tra loro eppure riesce a trasmettere l’egual trasporto in ogni opera.
Giungiamo, in punta di piedi, in una parte dell’esposizione che mette in evidenza tutta la bravura dell’Autrice e il lungo percorso di studi dell’arte e la ricerca della tecnica iconografica: è una Maria, moderna ad aprire lo sguardo all’esperienza della Maternità qui ben rappresentata. Una immagine dell’amore umano di una mamma nei confronti del Figlio, divino, un’esperienza che avvolge la vita del piccolo, lo rende capace di essere quello che è nella sostanza. Lo sguardo tenero e sofferente  della Madre, che conosce la sorte di un figlio donatole perché, a sua volta, lei lo doni all’umanità, è ben espresso nelle icone dell’Annunciazione, della Natività, della Maternità, della Sacra Famiglia e della Presentazione al Tempio. I due trittici che inseriscono la Maternità a Lerici e a Carrara, ci offrono la chiave di interpretazione del grande mistero dell’Incarnazione: Dio manda il Suo Figlio per la salvezza di ogni uomo, di  ogni luogo ed in ogni tempo. La salvezza, che  Cristo Gesù ha portato nel mondo è per noi “ qui ed ora”, per usare un’espressione cara ai Padri della Chiesa, ed è resa presente, originale, immortale in queste opere di Lucia Della Scala. Giungiamo alla concretizzazione del messaggio che lo spazio dedicato alla maternità introduce: il Cristo. Questa icona, che domina e colpisce per la sua bellezza, le sue dimensioni e la sua perfezione, ci mette di fronte al cuore del messaggio di Dio: il Figlio che si fa carne, che condivide l’esperienza umana, che guarda ogni uomo e si lascia guardare e interpellare dal cuore di chi lo cerca, è il Figlio diletto che il Battesimo nel Fiume Giordano, suggella e presenta all’umanità. Chiude la mostra una tempera all’uovo su tela davvero innovativa per quello che dice e per come lo dice: “L’Adultera”. Lo sfondo chiuso tra le mura antiche lascia pensare ed evocare le chiusure di pregiudizi e stereotipi tanti cari alla nostra umanità, il gruppo  degli anziani, e del lapidatori, centrali anche se in lontananza richiamano gli usi consueti di certi modi giudicatori con i quali abitualmente ci scontriamo, dei quali facciamo larga esperienza tanto nei paesi quanto nell’informazione come viene offerta oggi. La vera rivoluzione è il Cristo che dalla sua divina purezza, e l’uso del colore non è mai casuale, si china verso l’Adultera, la tocca, ma guarda l’osservatore: chi si può permettere di giudicare un cuore triste e pentito , disposto a cambiare vita, umile ma nello stesso tempo coraggioso, perché ci vuole una grande forza d’animo per continuare nel cammino della vita, in modo diverso? La risposta sgorga dal profondo di noi stessi grazie alla forza, la bellezza, la capacità comunicativa di questa mostra che non lascia indifferente nessuno. Ogni visitatore uscirà portandosi dentro un grande messaggio, come grande è la bravura di Lucia Della Scala!




Prof. Chiara Mariotti

SALA CARGIA' ATELIER A CIELO APERTO - BILANCIO E PROSPETTIVE: Ezia Di Capua discorso di accoglienza al Vernissage di Lucia Della Scala

Saluto i cari amici presenti qui oggi intervenuti numerosi in Sala CarGia’ nel Centro Storico di San Terenzo al Vernissage di Lucia Della Scala, nota docente di iconografia e cara amica.
E’ doveroso sottrarre qualche minuto al momento così bello costruito dall’artista che ha invitato la Prof.ssa Chiara Mariotti - Baccalaureato in Sacra Teologia presso la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale - (Firenze) - Docente di religione alla scuola secondaria di II° che ha curato la pagina critica dedicata alla mostra intitolata “Messaggio d’amore di Dio, dell’uomo del mondo”, oggi qui a Sala Cargià .
E’ con grande piacere che annuncio la presenza della dott.ssa Marzia Zini che ci dedicherà un prezioso momento tutto dedicato alla poesia e sarà quindi voce recitante di liriche importanti.
Salutiamo la poetessa Anna Magnavacca, vice – presidente del Cenacolo Artistico Letterario Val di Magra a cui è stato conferito il titolo Poeta di pace dalla Associazione Dantesca che leggerà alcune delle sue belle poesie ma, nulla vorrò anticipare per non togliere la magia alla sorpresa del momento, pertanto procederò velocemente.

Ho intitolato quanto ho scritto, quanto stò leggendo e quanto pubblicherò questa sera nel blog della Galleria: SALA CARGIA’ ATELIER A CIELO APERTO - BILANCIO E PROSPETTIVE.
Non svilupperò il titolo di certo complesso nelle sue parti ma, certo dico che l’evento, appena trascorso, ha suscitato grande interesse tra cittadini e le istituzioni, i commenti positivi ci premiano e alleggeriscono le fatiche di ognuno, ci riempiono di orgoglio, rinverdiscono la passione e mi spingono a procedere nel progetto che, per il prossimo anno prevedo ancor più coinvolgente per tutti.
Le mie parole, non sono un’ipotesi ma già si sono tradotte in richiesta formale alle istituzioni che hanno dato parere positivo unito ai complimenti per il risultato dell’evento.

Quindi, già dal mese di settembre mi impegnerò ad estendere ad artisti, pittori relatori, poeti, attori, musicisti, cantanti, corpi di ballo, critici, ecc. l’invito ad aderire alle iscrizioni  per la partecipazione al nuovo evento SALA CARGIA’ ATELIER A CIELO APERTO - SYMPOSIUM D'ARTE 2013 al Parco Shelley di San Terenzo –
L’impegno di tutti noi sarà diffondere la notizia ad artisti di spessore affinché l’eco dell’evento possa davvero  andare lontano – Il mio sentito grazie a tutti !!!
Ora è il momento di Lucia Della Scala, della sua bella mostra e delle liriche ad essa dedicate.


Ezia Di Capua

lunedì 16 luglio 2012

SALA CARGIA' ATELIER A CIELO APERTO - SYMPOSIUM D'ARTE AL PARCO SHELLEY - COMUNICATO SPECIALE

Sala CarGià Atelier a cielo Aperto
 Symposium d'Arte 2012 - Parco Shelley San Terenzo
Il successo di  Sala CarGià Atelier a cielo aperto  – Symposium d’arte 2012 riempie di visitatori il Parco Shelley di San Terenzo.
Molti, moltissimi i visitatori che dal 12 luglio hanno visitato l’Atelier a cielo aperto allestito da Sala CarGià al Parco Shelley . L’evento patrocinato dal Comune di Lerici e dalla Pro Loco di San Terenzo, su idea progetto e direzione artistica di Ezia Di Capua nell’ambito della “Sagione Artistica dedicata a Carla Gallerini – Promozione artistica 2012, ha offerto un’instancabile vetrina d’arte, con un susseguirsi di eventi culturali che hanno davvero trasformato il Symposium d’arte in una maratona d’Arte. 
Ieri 15 Luglio alle 18:00 lettura critica delle opere pittoriche realizzate dagli artisti pittori, presenti i critici d’arte Giuseppe Luigi Coluccia, Franco Ortis, il maestro Mario Orlandi con la partecipazione di Vasco Bardi e Ezia Di Capua.

Di seguito i nomi dei partecipanti a:

SALA CARGIA’ ATELIER A CIELO APERTO –  SYMPOSIUM D’ARTE 2012 – Parco Shelley San Terenzo

I PITTORI:
Balsano Rosella, Mantovani Rodolfo, Scantamburlo Sergio, Framarin Gio Batta, Gianrossi Neddi, Passaro Marina, TOSHIKO K., Della Scala Lucia, Garbusi Giuliana, Boracchia Antonella, Carmè Alberto, Guido Barbagli, Nacini Carlo

IL POETA:
Vasco Bardi con Maria Letizia Stangalino, Marco Raiti, Donatella  Zanello, il M° Luigi Colella, Prof Coluccia

LA SCRITTRICE
Dott.ssa Gabriella Mignani  con la Dott.ssa Franca Baronio Gambino

I MUSICISTI
L’Orchestra giovanile A. Bianchi della Vallata del Magra e gli allievi del conservatorio G.Puccini di La Spezia
Il Direttore di Orchestra Prof. Alessio Bacci – Il Direttore di Orchestra Elisa Cantoni

GLI ARTISTI
Valentina Pira e Andrea Belmonte – Le canzoni da marciapiede

IL GRUPPO MUSICALE
I Rentrèe

I CRITICI D’ARTE
Prof.Giuseppe Luigi Coluccia, il Prof Franco Ortis, il Maestro Mario Orlandi, la  dott.ssa Gabriella Mignani


La Sala Culturale CarGià ringrazia quanti nel corso del Symposium d’Arte 2012 con la loro collaborazione e partecipazione hanno contribuito  al raggiungimento dell’ottimo risultato, specialmente La Presidente della Conad Lerici e La SpeziaLa Sibilla”e Forniture Navali Coppola  http://www.FornitureNavaliCoppola.com/
Sala CarGià invita a seguire la cronaca degli eventi del Symposium d’Arte 2012 già completamente pubblicati in tempo reale nel Blog e rinnova l’appuntamento per il prossimo anno proprio oggi già concordato con le istituzioni, invitando tutti, ancora più numerosi al Symposium d’Arte 2013 .

Al mio sentito grazie alle istituzioni si unisce  quello di tutti gli Artisti
......Ancora il mio grazie di cuore a tutti


Ezia Di Capua 

SALA CARGIA' ATELIER A CIELO APERTO - SYMPOSIUM D'ARTE 2012: I DIPINTI DEGLI ARTISTI


Rodolfo Mantovani

Guido Barbagli

Sergio Scantamburlo

Rosella Balsano




Gio Batta Framarin




Marina Passaro

                                                                                
Carlo Nacini
 
Giuliana Garbusi


Alberto Carmè
Antonella Boracchia

TOSHIKO K.
Lucia Della Scala
Neddi Gianrossi

                                       


VASCO BARDI POETA VELISTA - IL SILENZIO INFINITO E GLI ARTISTI NEL GOLFO DEI POETI - Sala CarGià Symposium d'Arte 2012


C’è un elenco degli artisti incontrati personalmente da Vasco.
Ne leggiamo i nomi e i dipinti ispirati al Golfo dei Poeti e alle sue marine: Gaspar Alayza:  
Porto della Spezia – Paolo Baracchini: Le isole del Golfo dei Poeti – Rosella Battiglia Castello e Baia di Lerici – Alberto Carmé: Marina di Tellaro – Giuseppe Caselli (eredi): Baia di Lerici – Oriana Cattoi: Le isole del Golfo della Spezia – Raffaele Cava­liere: Chiesa di Tellaro - Claudia Domenicghini: Chiesa di San Pietro a Portovenere – Agostino Fossati: Lerici, il Golfo da Isola – Giobatta Framarin: Lerici, notturno – Ettore Gavarini (Renata): Lerici, la strada dell'Erbetta  – Gloria Giulia­no: Il Golfo e i Castelli – Claudio Jaccarino: Il faro del Porto della Spezia – Millo Lasio: La Chiesa di San Pietro – Anna Lupi: Veduta del Golfo  - Catello Marianni: La Stellina di Fiascherino – Carlo Na­cini: Marina del Canaletto – Vittorio Nobili: Baia delle Grazie – Luciano Pieri: Marina del Golfo – Paolino Rangoni: La baia di Lerici e due Castelli – Pietro Rosa (Raffaella): La casa rosa – Sergio Scantamburlo: L'isola del Tino – Walter Tacchini: Portovenere – Mario Tamberi: Vecchia fontana dei leoni – Sergio Tedoldi: Portovenere e Palmaria – Moira Tuckett: Strapiombo sotto il castello - Enrico Valenti: San Terenzo il castello e la spiaggia - Pietro Valentini: La Punta Bianca. Tra questi, i presenti alla primo simposio d'arte di San Terenzo: Carmé (Vele latine), Framarin (Omaggio al Golfo dei Poeti), Nacini(Passeggiata a mare), Scantamburlo (Villa Schift) e Valentini (Punta Bianca); gli altri seguo­no: Antonella Boracchia (In ascolto del vento), Ezia Di Capua (direttrice e organizzatrice della manife­stazione), Rosella Balsano (Balcone  sul mare), Rodolfo Mantovani (Golfo dei Poeti, da Lerici), Neddi Gianrossi (Astratti movimenti sull'acqua), Marina Passaro (Scrap booking, diario di viaggio), To­shiko Kitatani (In prospettiva), Lucia della Scala (Trittico con Madonna di San Terenzo e paesaggio), Giuliana Garbusi (Un'estate lontana), Guido Bar­bagli (Shelley, 8 luglio 1822, una donna sulla spiaggia in vana attesa).
            L'arte e la vita. L'arte per la vita.
            La lezione del Rinascimento è valida. Arte e scienza, arte e religione. Il pittore vede diret­tamente la realtà, e poi va oltre: e lascia la sua emozione-intuizione. Seguono in arte le avanguardie, attente ai problemi dell'esistenza, all'inconscio, al metafisico e con­cettuale, al geometrismo, alla materia come tale, e forse alla scultura, alla performance (arte e am­biente). Il cubismo ha fatto epoca con Picasso e Chagall; e noi abbiamo in Lu­nigiana arti­sti che “ricamano” cromaticamente: tutti i colori insieme, il cosiddetto punti­nismo (dalla Francia). Messi a confronto impressionismo e divisionismo, prevale il primo sul secondo.
            Ora qualche riflessione sulla “bellezza”.
Platone la mette nell'iperuranio. Come la verità, come il bene e l'anima. L'Occidente ac­coglie il messaggio e poi lo trasforma in economia. Il consumo di bellezza ha travalicato i confini nel villaggio globale. Agenzie, Palestre e centri di benessere,
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associazioni varie, marketing. Entrano in azione i punti vendita, vicini e lontani. Si
vogliono eliminare i di­fetti nel fisico, e i soldi non bastano mai. Le varie cure dimagranti, hanno peso in questa storia di bellezza. L'analisi del filosofo francese Gilles Lipovetsky è molto attuale. Addio alla donna tutta casa, tutta sottomissione. Le donne vogliono essere con l'uomo e agire con lui, se mai in concorrenza. Gli sbandamenti sono tanti. Chiediamoci: le donne stanno meglio oggi di ieri. Il potere della bellezza è in mano agli uomini. Gli artisti cosa dicono?
           
            E torniamo a Vasco Bardi, al suo libro, All’orizzonte d’isola. Immagini e parole dal Golfo dei Poeti  (Sarzana 2012): una testimonianza storica della Spezia, gioiel­lo del Mediterraneo, capace di richiamare altri luoghi incantevoli del nostro Mare, come la Costa Amalfitana. Il 1° giu­gno a Sarzana era a par­lare di questo incanto il  critico Fran­cesco D’Episcopo, del­l’Università “Federico Il” di Napoli. Aprendo il libro, vedo le note di “viaggio” di Maria Letizia Stangali­no, docente di lingua inglese e tedesca nelle Supe­riori. Vi leggiamo l’occasione che ha generato il libro di Vasco: Claudio Jaccarino in un incon­tro a San Terenzo-Castello, pro­poneva a Vasco alcuni versi diventati poi “immagini e parole” nel libro. Quei versi era­no: “La voce del mare / non è rumore d’eterno /ma si­lenzio d’infinito”.

            In questa presentazione più voci si fondono: Vasco e Coluccia, Maria Letizia e Donatella Zanello, che legge alcuni testi poetici di Vasco. Sono tante le emozioni che si ricavano nella lettura di Bardi. Il Porto della Spezia - Golfo dei Poeti - è l’immagi­ne reale e interiore di Vasco nel vol­gersi alla donna amata. E il lettore si avvede della gamma di sensazioni che tale amore può generare. Solitudine, angoscia — sottratte alla ra­gione — ma anche ragione. E poi ine­sistenza. Vorrei dire che le sensazioni di Vasco posso­no essere di noi tutti messi da­vanti all’amore. E l’amore dà e toglie nello stesso tempo, perchè nella sua natura è viag­gio, cammino verso la perfezione, tendenza al compimento. Dà e toglie nello stesso tem­po, ripeto. Ma è pure una esperienza su­blime, quando c’è la donna amata, vicino, nell’a­nimo. E’ questo amore salvezza e appagamen­to. Il poeta ne parla. Parla di emozioni, e di congedo, di ad­dio.
            Nella sua parola si raccoglie la bellezza del mare e del cielo, e le improvvise mu­tazioni. Il richiamo alla difficoltà di vivere spesso è esplicito, ma anche sottoposto  a ri­flessione razionale. “Il mondo brucia”, dice Vasco. Tutto sarà cenere. Il finale del mes­saggio di Bardi, è sottolineato da Maria Letizia: “la solitudine del buio, del non vivere, del silen­zio nell’ascoltare Il cadere lieve delle stelle, del tutto che ci ha tenuto lontani, è vinta per­chè...ci siamo amati per sempre”.

            Così sono le opere dei pittori, che hanno ispirato il poeta.
            Ne abbiamo elencato i titoli, che riportano tutti al mare e al suo fascino e mistero. Abbiamo seguito sommariamente la parola del poeta e il dipinto del­l’artista, trovandone sempre il combaciare delle forme: poesia e arte. E come bene si è espres­sa Maria Letizia, ne abbiamo un continuo riscontro nel testo. Il mare è incanto, bel­lezza, so­gno e infinito davanti a un mare povero di poveri pescatori. Mare incubo, desti­no, lontananza, diaspora. E non siamo a ricordare le tragedie
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dell’acqua e dell’alluvione che ha colpito i bor­ghi del­le Cinque Terre insieme ad altri borghi di Lunigiana, come ieri L'Aquila. E oggi c’è l’E­milia-Romagna, pezzo di Lunigiana anche qui, a interrogarci, come ieri c’era L’Aquila. Drammi della vita, caducità, cenere, talvolta anche scomparse nella morte improvvisa, inattesa, senza ordine di età.        Vasco ci dà anche un tracciato storico, sostanzioso forse di­scutibile dagli stessi spezzi­ni. In sintesi, la sua tesi: La Spezia era bella nell’Ottocento, ma poi con l’av­vento dell’Arsen­ale è andata alterando la fisionomia,m fino a diventare una
betonie­ra. La Spe­zia si pre­senta “ce­mentificata”, asfaltata, il sovrapporsi di volti e di turi­sti, interni ed esterni. E pensare che il prof. D’Episco­po è stato capace di sco­prire ancora dei valori in città. Bardi viene anche ai ringraziamenti. A me, al mae­stro Va­lentini, a Giobatta Frama­rin,a Stefania Motosi, Claudio Jaccarino, Renata Gavari­ni, Raffaella Rosa figlia di Pietro, ma so­prattutto egli è grato a Maria Letizia Stan­galino, che ne ha curato fino all’ultimo le bozze. A ventidue anni è nata la sua prima poesia in rapporto con la pittura, alla scuola di Pietro Rosa!
            Le opere di Vasco.Inizia con Donne il Circolo delle stelle, Lo spirito di Shelley nel Golfo degli déì, Nonno Ettore, Il cadere lieve delle stelle (2003). A volte sono inter­venuti spet­tacoli sulle opere, ad esempio “Il cadere lieve delle stelle”(2003), “Lo spirito di Shel­ley...”. Oggi c’è “Bela me Speza” nei primi sessan­t’anni dell’Ottocento. Seguono: la set­timana culturale al Castello di San Terenzo, i sabati del poeta, Serata Rap...Ma Vasco è soprat­tutto mae­stro di vela, ha addestrato migliaia di giovani a Bocca di Magra, Isola Pal­maria, Circolo Velico della Spezia, e del Ca­naletto, di Lerici, di Carra­ra. E’ stato inse­gnante a Marina di Carrara. Fa parte della commissione MMI per il rilascio delle patenti nautiche; insomma: “vive libero e prigioniero nel Golfo dei Poeti, luogo di ine­sauribile ispirazione”.

            Per la prosa e la storia che ha come centro La Spezia, Bardi si è dato allo studio di Baci­cio do Tin, La contessa di Castiglione, Agostino Fos­sati, Il Golfo dei pittori di Mar­zia Ratti. Ha sperimentato cini­smo e cocciutaggine, cerebralismo perfino. Ha chiesto con­siglio all’amico Euro Sassarini, che ha pubblicato le storie della Spezia, suscitando il mu­gugno generale. Vasco termina col pensiero di Alberto Cavanna:“Spezzini non si nasce né si diventa, ad un certo punto della vita scopri di esserlo”.

            Ho dedicato a Vasco una mia poesia A sera.  Un'ultima cosa qui ricordo: Vasco è critico letterario: bisogna leggere i suoi interventi nel libro miscel­laneo Parole sulla punta dei capelli (a cura di Angelo Tonelli, Ass.Culturale Arthena, 2010): interessanti analisi su Orfeo e su Leopardi. Nella serata del 15 luglio sono intervenuti Ezia di Capua, organizzatrice della estemporanea di pittura che ha consegnato agli artisti gli attestati, Giuseppe L.Coluccia, Mario Orlandi e Vasco Bardi. Conclusione con il concerto di Guido Barbagli (uno dei soci).

Prof.Giuseppe Luigi Coluccia
Sala CarGià Atelier a cielo Aperto - Parco Shelley di San Terenzo
Simposio d’Arte 12-15 luglio 2012 


SUCCESSO DE " I Rentrèe " A SALA CARGIA' ATELIER A CIELO APERTO



I Rentrèe - Symposium d'Arte 2012

Il 15 Luglio alle ore 21:00 il Symposium d’arte, ha  dato il suo salutato conclusivo con i Rentree in concerto.
I Rentrèe sono attualmente così composti:

Barbagli Maurizio voce solista  - Moreni Angiolino alla batteria -  Zizzari Stefano alla chitarra elettrica e acustica - Giannarelli Lauro alla chitarra elettrica - Carosio Luciano alle tastiere  - Barbagli Guido bassista.


I Rentrèe - Symposium d'Arte 2012
 
Il gruppo nasce come esecutori di brani di gruppi pop famosi  degli anni '60 '70 '80. Negli ultimi anni si sono susseguiti altri musicisti che hanno portato all'attuale formazione il gruppo, dando  un impulso più aggressivo e quindi introducevano nel repertorio brani di artisti della grandezza di ERIC CLAPTON, Robben Ford ,Pink Floyd,Deep Purple.Sono motivati solo nell'eseguire questa musica che per loro è fonte d'ispirazione e  colonna sonora della loro esistenza.

Molto bella l’esecuzione del concerto che ha avuto la platea completa. Moltissimi gli applausi e l’entusiasmo del pubblico.

Sala CarGià ringrazia tutti i componenti del gruppo e si complimenta per lo stile d’esecuzione
la qualità del suono e la professionalità di ogni componente de I Rentrèe.


Ezia Di Capua

domenica 15 luglio 2012

L'INCANTO DI UN GOLFO ALL'ATELIER DI SALA CARGIA': note critiche di Gabriella Mignani

L' incanto di un golfo, che ha attratto, nei secoli, artisti da tutto il Mondo.  Un parco intitolato a chi, in quel golfo non fece più ritorno: gli ingredienti c'erano tutti per rendere “Atelier a cielo aperto“ una prova importante per i tredici pittori che, in un' estemporanea durata quattro giorni ( nel parco Shelley di San Terenzo ), hanno cercato di interpretare su tele di grandi dimensioni, la loro personale visione  del golfo dei Poeti.
Il tema era questo, uguale per tutti: i risultati son stati, ovviamente, diversi, ma nel complesso dignitosi. 
La tecnica dell' acrilico è stata scelta dalla maggioranza degli artisti, che l' hanno preferita ad altre forse più difficili da gestire in un'estemporanea, e le vedute del castello sul mare hanno prevalso su altre tematiche ( Nacini, Framarin, Balsano, Gianrossi, Garbusi, Boracchia ).
Si è cimentata in un trittico marinaro, con tecnica da icona, Della Scala, mentre Passaro ha costruito un album di foto dal Golfo dei Poeti, in stile anni '60. Barbagli ha voluto ricordare “ Il mancato ritorno di Shelley “ con una figura vestita di nero che guarda il mare da lontano, mentre Scantamburlo ha rappresentato, con colori vivaci, una serata di festa in una delle tante piazzette di Lerici.  Toshiko, presente con una personale in sala Cargià, ha utilizzato i colori che le sono più congeniali (gialli e bruni) per dipingere il castello di Lerici in notturna.
 Si è avvalso della tecnica punturista, con colori a olio, Carmè che ha dipinto delicate vele sull'acqua, mentre sono materiche e colorate le vele e le onde dipinte da Mantovani.


Gabriella Mignani
 
 
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